“Quando siete felici, fateci caso”

Come promesso, ecco un nuovo articolo a tema “libri”!

Credo fermamente che oggi quello che manca a noi giovani, sia la fiducia. Ma non solo la fiducia da parte di noi stessi, della quale vi ho già parlato.

No, parlo di quella che dovremmo ricevere da quelle persone fondamentali per la nostra crescita morale (che a parer mio non termina mai), ovvero i genitori, i datori di lavoro, ma soprattutto i professori.

Questi ultimi in particolare, spesso dimenticano di avere un ruolo assolutamente primario nel percorso di ognuno di noi.

Kurt Vonnegut, per chi come me non lo conosceva prima, sarà una rivelazione. Vi aiuterà a credere in quelli che sono i valori essenziali per avere fede nella strada verso il nostro futuro.

Vonnegut non lo riterrete soltanto un bravo scrittore, ma anche una sorta di guida per ricordarci di non mollare mai.

Soprattutto in questo libro Quando siete felici, fateci caso”, apprezzerete senza dubbio la sua scrittura che io definirei “saggiamente-ironica” e farete tesoro delle sue perle umanistiche. Perché se c’è una cosa che vi garantisco è che quando si è studenti e non si ha chiaro ciò che bisogna fare, bisogna avere qualcuno che ci incoraggi a non abbandonare l’ideale del futuro che ci aspettiamo.

E allora dovete credere in qualcuno che stimate veramente, dovete cercare il Kurt Vonnegut della situazione, ma soprattutto, dovete leggere questo libro perché sono certa che ognuno di noi abbia bisogno degli aneddoti che mette a disposizione in queste pagine.

Se anche voi avete letto qualcosa di Vonnegut scrivetemi un commento o un messaggio privato per e-mail o Instagram.

A presto!

“Ci vorrebbe un miracolo…”

Se anche a voi capita di sperare che i vostri fidanzati, figli o fratelli, possano smettere di diventare un corpo unico con il joystick dei videogame e magari iniziare ad appassionarsi a un bel libro, allora questo articolo fa al caso vostro!

Naturalmente la lettura è una passione e perciò non si può imporre ad altre persone (purtroppo), ma possiamo aiutarli a trovare la retta via.

Come?

Beh il modo migliore sarà regalargli un libro che parli, che so, del suo attaccante preferito oppure un fumetto manga di quelli che spopolano ovunque, come Deathnote.

Poi potremo alzare l’asticella e fargli conoscere qualche libro un po’ diverso dal loro genere per provare a sbloccare il lettore che sotto, sotto, potrebbe essere dentro di se.

E ovviamente Harry Potter è la scelta migliore, semplicemente perché non ho ancora mai conosciuto una persona che non lo ami profondamente.

Così con il tempo, i nostri disperati soggetti potrebbero diventare dei piccoli “gamer-lettori” accaniti, ma non illudetevi troppo: i libri fanno sognare, ma non praticano magia oscura!

Non perdetevi l’articolo “libresco” che uscirà Lunedì prossimo!

“Sociale” in che senso?

Fermiamoci un momento a riflettere sulla parola che ci definisce maggiormente: SOCIETÀ.

Ipotizziamo che sia un grande gioco da tavolo, organizzato a squadre di bambini, giovani e adulti, nelle quali ognuno di noi ha un ruolo specifico.

Abbiamo creato intorno al concetto di “società” degli stereotipi che mettono in primo piano i social network, la crisi economica e tutta la politica in generale.

Ma vorrei rivolgere delle domande ai miei giovani coetanei, indaffarati a pianificare il loro futuro.

Mi domando: ci consideriamo importanti come siamo davvero? Riusciamo a credere fino in fondo che siamo NOI a dover cambiare ciò che non ci sta bene?

Beh, per non parlare poi di quanto sia assurda e un po’ patetica la vita sociale che stiamo costruendo, nella quale non c’è posto per comunicare realmente. Semplicemente perché nessuno ascolta.

Siamo la squadra che possiede le regole del gioco, siamo la chiave di tutto. E ciò che siamo e che diventeremo sarà soltanto l’insieme di sacrifici, errori, progetti, sogni e ideali che sosterremo.

Perché per vivere bene in questa società, non basta avere un buon presidente ed avere migliaia di follower su Instagram, ma serve soprattutto fidarci di noi e credere nelle nostre capacità.

Le gite fuori porta

Oggi vi propongo un articolo dedicato alle gite fuori porta.

Avete presente quando per qualche occasione andate in un’altra città e poi vi viene voglia di esplorare tutti quei piccoli borghi nascosti dietro la nebbia scura dello smog?

Ecco, sappiate che quelle visite assolutamente casuali e senza alcun programma preciso, in quei luoghi magici nascosti dal resto del mondo, saranno sicuramente delle scoperte sensazionali di piccoli dettagli, paesaggi mai visti e dialetti mai sentiti.

Sarà impossibile non innamorarsi di un piccolo viottolo, una chiesa storica o un negozietto di souvenir artigianali.

La cosa più importante, è portare a casa ogni sensazione provata e tutto quello che la nostra mente ha fotografato. Ma prima di ripartire, non dimenticate il souvenir più importante: andate alla ricerca di un buon ristorante e assaggiate le specialità locali!

Qui sopra in foto, la mia recente “gita” a Montepulciano (Tuscany), un paese caratterizzato dalle meravigliose cantine, il buon vino, i paesaggi di montagna e la simpatia unica dei toscani!