“Sociale” in che senso?

Fermiamoci un momento a riflettere sulla parola che ci definisce maggiormente: SOCIETÀ.

Ipotizziamo che sia un grande gioco da tavolo, organizzato a squadre di bambini, giovani e adulti, nelle quali ognuno di noi ha un ruolo specifico.

Abbiamo creato intorno al concetto di “società” degli stereotipi che mettono in primo piano i social network, la crisi economica e tutta la politica in generale.

Ma vorrei rivolgere delle domande ai miei giovani coetanei, indaffarati a pianificare il loro futuro.

Mi domando: ci consideriamo importanti come siamo davvero? Riusciamo a credere fino in fondo che siamo NOI a dover cambiare ciò che non ci sta bene?

Beh, per non parlare poi di quanto sia assurda e un po’ patetica la vita sociale che stiamo costruendo, nella quale non c’è posto per comunicare realmente. Semplicemente perché nessuno ascolta.

Siamo la squadra che possiede le regole del gioco, siamo la chiave di tutto. E ciò che siamo e che diventeremo sarà soltanto l’insieme di sacrifici, errori, progetti, sogni e ideali che sosterremo.

Perché per vivere bene in questa società, non basta avere un buon presidente ed avere migliaia di follower su Instagram, ma serve soprattutto fidarci di noi e credere nelle nostre capacità.

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