La nostra “guerra”

Ogni giorno, ci convincono sempre di più che presto “finirà il mondo”. Immagino già lo sguardo preoccupato di chi ha appena letto questa definizione.

Eh si, perché è questo che ci hanno fatto, ci hanno terrorizzati per poter nascondere le “porcate politiche” nelle nostre menti corruttibili.

I giornali, i politici, i media, i libri, ognuno a modo proprio, hanno ormai un unico scopo. Stanno convincendo molti di noi che una navicella aliena venuta da chissà dove, o una meteora dispersa nello spazio, lo scioglimento dei ghiacciai o chissà quale altro fenomeno assurdo, distruggerà tutto e cesseremo di esistere.

Ma perfavore. Si, certo, esiste qualche minima probabilità che una di queste disgrazie accada realmente, ma sappiamo benissimo che nonostante viviamo nel ventunesimo secolo, stiamo osservando, come spettatori di un reality, l’esplosione della terza guerra mondiale.

E questa volta probabilmente non serviranno bombe, perché basteranno le parole, quelle che si scagliano l’uno contro l’altro come fossero frecce, per ottenere il potere.

Eppure le figure politiche dovrebbero rivestire un ruolo rassicurante per noi, ma purtroppo si stanno facendo sfuggire di mano la situazione.

Probabilmente, è anche colpa nostra, che siamo troppo accondiscendenti.

Questa, è la nostra “guerra”, dobbiamo essere più determinati a cambiare le cose, dobbiamo farci ascoltare e migliorare tutto ciò che non va!

Oggi scrivo perché le cose possano cambiare, a partire dai laureati senza lavoro e le famiglie distrutte dalla crisi economica, ma soprattutto scrivo per dare voce a una richiesta rivolta a coloro che DEVONO cambiare le cose, per sistemare questo paese.

“Scrivere per combattere”

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